venerdì 8 maggio 2009

una donna ha il diritto di essere quello che vuole

Tina Lagostena Bassi, scomparsa il 4 marzo del 2008, è probabilmente nota alle nuove generazioni solo per essere stata, al fianco di Santi Licheri, una dei giudici di Forum, la trasmissione televisiva. Per chi ha qualche anno (o qualche nozione) in più il suo nome evoca invece le immagini di un famosissimo documentario che andò in onda sulla Rai nel lontano 1979, e che all’epoca fece un certo scalpore.

Processo per stupro era l’asciutta cronaca di un reale processo contro quattro ragazzi accusati dello stupro di una giovane donna, e Tina Lagostena Bassi era l’avvocato di parte civile (rappresentava la vittima). Il processo divenne famoso soprattutto perché per la prima volta venivano documentate le modalità con cui un’accusa di stupro veniva sovente rovesciata in un processo contro la vittima del reato, costretta a difendersi dall’accusa di essere una poco di buono. Era inoltre rivelatore di una certa mentalità, che si spera oggi in via d’estinzione, profondamente arretrata e maschilista che era diffusa nell’Italia di quegli anni.

Qui incorporo un pezzetto del documentario, che contiene una parte dell’arringa di Tina Lagostena Bassi, e un altro pezzo con le arringhe dei difensori degli imputati: vi consiglio di guardare anche questo secondo pezzo, ma ricordate che non si tratta (purtroppo) di una commedia all'italiana con Carlo Verdone nei panni dell'avvocato. Ci sono delle parole, ma soprattutto delle facce, degli sguardi, che non si possono dimenticare, e che sono l'emblema stesso della violenza. Su Youtube si può facilmente trovare il resto (su Wikipedia invece si possono leggere alcuni stralci delle arringhe). A mio avviso dovrebbe essere visto nelle scuole ogni anno: potrebbe anche essere un modo di festeggiare l’8 marzo che restituisca un minimo di senso a quella celebrazione consunta.





Perché ne parlo? Beh, Tina Lagostena Bassi nel 1994 venne anche candidata alla Camera dall’allora nascente partito di Forza Italia. Per dire, quanto siamo cambiati, e cosa dovrebbe essere la politica.