lunedì 25 maggio 2009

la giornata di un debunker

- Ciao cara, io esco.
- E dove vai?
- Faccio una passeggiata.
- Dove?
- Ehm... pensavo di andare a una conferenza sulle scie chimiche.
- Su che cosa?
- Le scie chimiche... sai, quelle cose che fanno gli aerei in cielo.
- E da quando ti interessano gli aerei?
- Beh, da quando ho scoperto che le scie sono fatte di sostanze tossiche sparse insieme al carburante allo scopo di controllare il clima, sterminare la popolazione mondiale, o trasformarla tutta in una massa di androidi radiocomandati.
- Ah... sul serio?
- No, naturalmente no! Le cosiddette scie chimiche non sono altro che condensa. È una bufala colossale, propagandata da un paio di svitati.
- Ma scusa, allora che ci vai a fare?
- Sono un debunker, devo documentarmi. Magari ci faccio un post per il mio blog.
- Allora divertiti, tesoro. Certo che, se proprio non avevi un cazzo da fare, potevi pulire le mattonelle del cesso.

Esco di casa alle 15,00 e prendo l’autobus. Peccato che nella fretta abbia scordato di guardare bene le indicazioni: so la località, ma non ho controllato a quale altezza della via si trovi la villa dove si tiene la conferenza. Il risultato della mia imprudenza è che una volta sceso dall’autobus mi ritrovo in aperta campagna in un luogo dimenticato da Dio e dagli uomini, e costretto a farmi qualche chilometro a piedi in una stradina così stretta che ogni volta che passa una macchina mi devo appiattire sul muretto come una lucertola, oppure buttarmi nel fossato.

Almeno è una splendida giornata, e ne approfitto per una salutare passeggiata sotto il sole, alla faccia dei paranoici. Non fa nemmeno un caldo eccessivo, ma dopo tanto camminare è inevitabile che quando finalmente arrivo alla villa, in considerevole ritardo, sono ridotto a un impresentabile straccetto di sudore, e con una gola così arsa che sarei disposto a bermi un tanker pieno di morgelloni.

Purtroppo nemmeno l’ombra di un bar, e quel che è anche peggio la sala è piena (ci saranno almeno un centinaio di persone) e tutti i posti a sedere occupati. Mi appoggio al muro in fondo alla sala, cercando di non farmi notare, ma nello stesso tempo scrutando i volti di chi mi sta intorno. In pratica tento di capire dalla faccia chi è uno sciachimista e chi invece un debunker infiltrato, come me. Il guaio è che noi debunker ci siamo scordati di stabilire un segno convenzionale segreto di riconoscimento, tipo il “nano nano” di Mork, quindi i miei ammicchi a varie persone non sortiscono nessun effetto positivo, anzi.

Quello che sta parlando, intanto, è proprio Straker, con alle spalle uno schermo che manda i soliti filmati sgranati. Finalmente vedo il mitico comandante in persona, il vincitore del Perlone 2008 in carne e ossa, a pochi metri da me! Lo facevo un po' più alto... Ma finisce subito di parlare e inizia un collegamento telefonico con l’onorevole Brandolini, che racconta delle sue interrogazioni parlamentari. Dice che ne ha presentata una terza, perché non è ancora soddisfatto delle risposte avute con le due precedenti. Praticamente andrà avanti finché il Ministro della Difesa, preso dallo sfinimento, non gli confermerà che è tutto vero, e che stanno avvelenando la popolazione italiana.

Finito l’intervento di Brandolini, parte un applauso fragoroso. Tutti intorno a me si stanno spellando le mani entusiasti, ed è in questo momento che capisco di essere terribilmente solo... Dato l’ambiente ostile, mi riprometto di mantenere un basso profilo e di non intervenire per nessuna ragione. Sono qui per osservare. Ma poi Straker riprende a parlare.

Ma non parla delle scie chimiche: si mette a parlare dei “disinformatori” e di quanto sono tutti brutti e cattivi, e di come ogni volta tentino di zittirlo in maniera presuntuosa a suon di titoli accademici e professionali (devo stare zitto), poi di come non è vero che lui non vuole il contradditorio (devo stare zitto), ma che desidera averlo con persone qualificate (devo stare zitto) e non con Paolo Attivissimo che è solo un ex dj (devo stare... non ce la faccio).

Così sento la mia voce che chiede a Straker come mai un ex dj non sarebbe qualificato ma un geometra come lui sì (non aveva tirato in ballo la fallacia del principio d’autorità pochi secondi prima? nessuno se ne accorge?). La risposta è che lui, a differenza di Attivissimo, non viene pagato per disinformare. Gli faccio notare però che vende libri e Dvd, e Straker mi risponde di aprire un blog (che c’entra?). Mi rimetto tranquillo, ma intanto la mia copertura è saltata, perbacco. Mi appoggio di nuovo al muro per evitare coltellate alla spalle.

Straker mostra un video satirico su di lui confezionato da un disinformatore. Toh, è un video del Peyote, uno di quelli che il comandante aveva fatto rimuovere da Youtube per violazione di copyright (sempre a proposito di coerenza). Dovrebbe far ridere... dovrebbe far almeno sorridere... ehi, guardate che è un video ironico! Niente. Qui sono tutti seri, sembra proprio che gli dispiaccia che a qualcuno possa venire in mente di prendere in giro Straker.

La conferenza prosegue senza eventi degni di nota, con Straker che infila uno alla volta tutti i suoi argomenti preferiti: le api muoiono, c’è un caso di Alzheimer ogni 74 secondi ma se facciamo tutti una terapia chelante ci salviamo, le onde elettromagnetiche sono letali, Haarp... Poi prende la parola Angelo Baracca, docente di Fisica presso l’Università di Firenze. Il suo intervento è atteso perché un docente di fisica potrebbe garantire, finalmente, una certa autorità scientifica al discorso “scie chimiche”.

Il professor Baracca però è piuttosto imbarazzato, e mette subito in chiaro che lui degli argomenti di cui si sta parlando non ne sa assolutamente nulla. Poi fa un discorsetto abbastanza banale sui pericoli del dogmatismo scientifico, e sulla necessità che i cittadini riacquistino il controllo di quanto avviene nei laboratori, perché sono molte le cose che ci tengono nascoste: fa l’esempio dell’uranio impoverito e della fusione fredda (che assicura essere una realtà). Viene applaudito, ma alcuni trovano il suo intervento deludente. Nel frattempo riesco a conquistare una sedia.

Iniziano le domande: Straker aveva detto che chiunque può intervenire, “esclusi i disinformatori”, naturalmente. In realtà i primi a prendere la parola, con suo disappunto, sono proprio un paio di agenti prezzolati del Nwo (ma allora non sono completamente solo, meno male). Uno di essi fa notare una contraddizione contenuta negli scritti di Giorgio Pattera (che non c’è più e io non ho visto), a proposito dei filamenti biancastri di origine misteriosa e nanopolimerica che vengono trovati dappertutto (trad. ragnatele). Straker, seccato, risponde ma non risponde, cioè parla ma non dice niente. Altri disinformatori insistono sui filamenti: uno chiede come fanno a essere sicuri della loro provenienza dal cielo, visto che sono raccolti per terra. Straker risponde che ne sono sicuri perché tali filamenti vengono trovati dopo il passaggio degli aerei.

A questo punto mi viene spontaneo chiedere se per caso qualcuno li ha cercati anche prima (è il metodo scientifico, bellezza), ma la mia domanda viene giudicata troppo stupida per meritare una risposta. Un ragazzo vicino a me, tarchiato, con la barbetta rossiccia, e gli occhi a fessuretta si mette a ridere. Poi si avvicina e mi dice, testuale:

- Sai, ti avevo già visto su Internet, ma dal vivo si nota ancora meglio che sei un coglione.

Un po’ interdetto, gli faccio notare che difficilmente può avermi visto su Internet, ma lui insiste:

- No, no, ti ho visto, eccome. Sei un coglione.

A questo punto decido di lasciarlo con le sue certezze, non vorrei che ci rimanesse male (ma per chi mi avrà preso?).

Le domande del pubblico proseguono, ma nonostante fosse stato chiesto di fare interventi brevi e domande secche, sembra che siano solo i disinformatori a capire l’italiano, perché ognuno parte con un comizio di almeno dieci minuti. Mi fa molto ridere un ragazzo che racconta di aver parlato delle scie chimiche in un consiglio scolastico, e che è molto indignato perché gli altri genitori avrebbero risposto: “Ma cosa vuole, noi abbiamo cose molto più serie a cui pensare, altro che la salute dei nostri figli”. A me sembra un modo geniale di mandare a quel paese un rompiscatole. Devo segnarmelo. Straker intanto tiene a far notare che “le persone oneste si presentano con nome e cognome”, al contrario dei disinformatori (naturalmente questo non ha nulla a che vedere con le liste di proscrizione che lui mette in rete).

La conferenza finisce ed è tempo di tornare a casa, prima però devo assolutamente salutare il mio nuovo amico, il tizio con gli occhi a fessuretta.

- Salve, posso sapere almeno con chi ho avuto il piacere di interloquire?
- Ché, te tu l’hai detto il tu’ nome?
- No, in effetti non ci siamo presentati.
- Allora a me non interessa fare amicizia con uno che...
- Beh, volevo solo dirti che sei un povero stronzo, addio.

Sento che mi urla ancora “coglione” mentre mi allontano, ma lo ignoro. Dopo un’oretta arrivo a casa.

- Ciao cara, sono tornato.
- Ciao tesoro, com’è andata la conferenza?
- Beh, diciamo che è stato molto istruttivo.
- Ma ti vedo un po’ provato. Sei stanco, amore?
- No, ho preso tanto sole e ho una sete tremenda, ma a parte questo mi sento bene.
- Allora guarda, ci sarebbero ancora le mattonelle del cesso da pulire.
- Ok, ma se non ti dispiace, prima devo fare rapporto a Orson.