giovedì 31 dicembre 2009

preghiera atea

Conosci te stesso. Il significato originario dell'iscrizione al tempio dell'Oracolo di Delfi, a quanto pare, era quello di ammonire l'uomo a non superare i propri limiti e non voler eccedere, a non mettersi al posto degli Dei.

Socrate, con la sua consueta irriverenza, operò un geniale rovesciamento del significato di questo motto, prendendolo come un invito a sondare le profondità dell'anima, e appunto esplorare i limiti estremi della conoscenza. Non è che in questo modo i limiti dell'uomo vengano dimenticati, in un atto di auto-esaltazione onanistica, ma appunto non li si può conoscere né accontentandosi del sapere pre-fabbricato, né senza sottoporre a severo esame razionale le proprie convinzioni.

L'ideale socratico, in questa doppia accezione di esaltazione della conoscenza ma al tempo stesso di monito e richiamo alla propria natura, è stato troppo spesso dimenticato dagli studiosi di scienze sociali il cui oggetto di studio dovrebbe essere, appunto, l'uomo. Sembra infatti che l'obiettivo di molti studiosi non sia affatto quello di conoscere quale sia la natura umana ma piuttosto quello di negare risolutamente che l'uomo ce l'abbia, una natura.

La nostra forma di vita, la struttura della nostra società, la nostra mentalità, è solo un accidente storico, secondo alcuni. O la conseguenza di una visione del mondo imposta da una cultura egemone tesa allo sfruttamento dell'umanità. Una élite potentissima in grado di modellarci come cera morbida. Ma non dev'essere così (dicono). Non è sempre stato così. Possiamo ribellarci. Non sempre sono esistite l'ineguaglianza sociale e la violenza. La forma originaria della società è quella matriarcale, paritaria, pacifica, basata sul dono, sulla reciprocità e sulla solidarietà.

Possiamo essere quello che vogliamo, dicono, basta volerlo. Chi l'ha detto che i genitori devono amare i propri figli? Non sarebbe più giusto amare tutti allo stesso modo? Chi l'ha detto che i maschi sono generalmente più inclini alla promiscuità sessuale? Non sarebbe più bello se tutti si dedicassero gioiosamente al "sesso ricreativo", senza pensare a odiosi legami di sorta ed essere vittima delle squallide gelosie? Senza cadere nella brama di possesso? Chi ha detto che non possiamo essere tutti uguali, e che la proprietà privata è ineliminabile? Un capitalista?

Uomo, conosci te stesso. Sei un animale, una scimmia, una creatura progettata dall'evoluzione naturale, e non solo nelle tue caratteristiche più volgarmente fisiche, ma anche per quanto riguarda il funzionamento del tuo cervello, per ciò che attiene alla delicata calibrazione delle emozioni e dei sentimenti, per ciò che determina le regole dell'attrazione fra i sessi e l'innamoramento. Se ami tuo figlio non è perché sei una persona buona o cattiva, lo ami perché sei un animale, non sentirti in colpa per questo.

Devi cercare di essere migliore, ma non puoi liberarti dalla tua natura, e terribili disgrazie ti accadranno se ci proverai. Sul serio, qualcuno lo ha fatto, e non è andata molto bene. Non cercare di costruire una società perfetta per le creature angeliche, accontentati di una società umana.

Guardati intorno, uomo, cosa vedi? Quel che vedi è che quello che siamo, nel bene e nel male. Quello che siamo sempre stati, perché non scendiamo dalle stelle, scendiamo dagli alberi. Non siamo il frutto della caduta conseguita al peccato originale, siamo il frutto di una selezione spietata, siamo i sopravvissuti a uno sterminio di massa, e siamo quello che siamo perché è questo che ci ha permesso di sopravvivere.

Conosci te stesso, uomo, sei l'unica creatura in grado di farlo, non tradire la tua natura. Non aver paura della verità, e sii pure fiero di quel che sei, una creatura interessante e bellissima, non hai bisogno di inventarti niente.

Buon anno, uomo.