venerdì 17 luglio 2009

soluzione

Come Paperino ha capito subito, l'elenco del post precedente si riferisce a persone che hanno (o dicono di avere, o si dice che abbiano) predetto la crisi economica in anticipo, ma la lista è sicuramente incompleta.

La maggior parte di quei nomi non li avevo mai sentiti prima (non ho tutta questa conoscenza), e li ho trovati facendo qualche ricerchina con Google. Ma anche scorrendo i nomi più famosi, mi pare che emerga qualcosa di interessante, o meglio ancora, non emerge proprio nulla, nel senso che quelle persone non hanno nient'altro in comune.

Paul Krugman (l'ultimo premio Nobel per l'economia) è un neo-keynesiano che durante l'amministrazione Bush non ha mai perso occasione di attaccare la sua politica fiscale. Quando i giornali hanno dato la notizia del Nobel lo hanno presentato come "l'economista anti-Bush che aveva predetto la crisi", ma credo che sia la solita semplificazione dei media. In realtà mi sembra che Krugman sia stato sorpreso, come tutti, dalla portata dell'attuale crisi, ma è vero che aveva individuato con largo anticipo la bolla speculativa immobiliare.

Neo-keynesiano è pure considerato Robert Shiller, il quale oltre ad avere scritto Esuberanza irrazionale nel 2000, aveva anche lui messo in guardia più recentemente sulla bolla immobiliare. Di Nouriel Roubini hanno parlato un po' tutti i giornali con interviste al "nuovo guru della finanza che ha predetto la crisi senza essere ascoltato", e stando a Wikipedia è neo-keynesiano pure lui.

Paul Schiff e Ron Paul (quest'ultimo non è un economista di professione ma è un politico che si è pure candidato con i repubblicani alla presidenza americana nel 2008, ottenendo un certo successo), appartengono invece alla schiera dei libertari, o la scuola austriaca di economia. Di Schiff in effetti circolano dei video su Youtube con alcune profezie apocalittiche.

Poi ci sono gli outsider. Che dire, ad esempio, di Eugenio Benetazzo? È un tipo che si definisce "primo e unico predicatore finanziario in Italia", e sul suo sito vende libri e Dvd che trattano anche i temi del signoraggio e delle scie chimiche (cosa c'entrano le scie chimiche con l'economia? boh, tranne forse il fatto che l'operazione sarebbe finanziata tramite il reddito del signoraggio).

Park Dae-sung è un blogger sud-coreano che dopo essere divenuto molto influente grazie ad alcune previsioni azzeccate (il crollo della Lehman-Brothers con una settimana di anticipo) ha finito per farsi arrestare perché i suoi post avevano cominciato a "causare", più che predire, il panico nei mercati sud-coreani (ma probabilmente anche per vendetta da parte del governo per le critiche ricevute).

Fermiamoci qui: abbiamo almeno due iper-liberisti della scuola austriaca, tre neo-keynesiani, e un signoraggista (più un oscuro blogger asiatico). Poi potremmo metterci alcuni tipi di comunisti residui alla Giulietto Chiesa, quelli che dalla seconda metà dell'Ottocento a oggi continuano a vedere in ogni crisi il segnale del fallimento e del crollo sempre imminente del capitalismo. E pure i malthusiani, già che ci siamo. E tutte queste persone credono che la loro visione economica sia stata confermata dal successo delle loro previsioni, e che quindi bisognerebbe dare ascolto a loro se vogliamo uscire dalla crisi. Peccato che non possano avere tutti ragione, contemporaneamente.

In realtà fra queste persone, probabilmente, c'è anche chi ha cominciato a predire sventure cinque minuti dopo essere uscito dal ventre della madre. Dato che le cose non possono andare sempre bene, è ovvio che ogni tanto gli eventi sembrano dar loro ragione. È un po' come giocare alla roulette: puoi puntare sempre sul rosso, o sempre sul nero. Ogni volta che esce il colore che hai scelto ti congratulerai con te stesso per la tua intelligenza nell'aver adottato la giusta teoria, e quando invece uscirà il colore sbagliato puoi sempre prendertela con la sfortuna.

C'è anche chi adotta la stategia opposta, ottimista a oltranza, ma ha meno successo, perché quando dici che tutto va bene ed effettivamente tutto va bene la gente non sta a lanciare accuse e recriminazioni contro chi aveva sbagliato le previsioni, mentre quando tutto va male c'è invece bisogno di trovare un capro espiatorio e lo si individua in quegli irresponsabili che non avevano dato ascolto alle Cassandre, che invece possono assurgere al ruolo di eroi.

Con questo non voglio dire che tutti gli economisti citati siano solo cialtroni fortunati: può darsi che alcuni di loro abbiano davvero visto giusto, e che abbiano effettivamente individuato i segnali della crisi che stava arrivando. Voglio solo spiegare i motivi della mia irritazione ogni volta che sento dire che il tale economista o la tale scuola di pensiero è da seguire in quanto "ha saputo predire la crisi economica", magari intendendo le folli teorie del signoraggista di turno.

Questo è anche colpa dei giornali, e del loro modo superficiale di semplificare sempre tutto. Per esempio, quando a Krugman è stato conferito il Nobel in pochi hanno saputo spiegare quale fosse il contributo dato da Krugman alla scienza economica. Siccome Krugman aveva una rubrica sul New York Times dove era solito attaccare Bush, molto più comodo presentare il premio come una trionfo del pensiero progressista sulla destra neo-liberista, e già che ci siamo anche inventarsi una sua soprannaturale capacità profetica (beh, non del tutto campata in aria, dato che Krugman un decennio prima aveva predetto la crisi asiatica).

Il problema è che poi in questi giochini ci cascano tutti, quindi capita di leggere in giro articoli dedicati alle presunte idee di Krugman dove viene solitamente presentato come una sorta di esaltato no-global comunista trinariciuto statalista e anti-mercato. Altrove viene addirittura dipinto come "il consigliere ufficiale di Obama", il che è falso perché Krugman è molto critico anche col nuovo presidente. Le critiche sono legittime, ma dovrebbero essere fondate su qualcosa di più di qualche pettegolezzo. Ma Paul Schiff, invece, lui sì che ha la sfera di cristallo, perché sta dalla parte giusta... e infatti aveva predetto la crisi (video su Youtube).

Viceversa, l'essere liberisti e pro-mercato, appena si esce a fare una passeggiatina al di fuori della cricca libertaria, è oggi considerato una sorta di crimine contro l'umanità. Il mercato ha fallito, e non ha saputo prevedere la crisi, è il mantra ripetuto ovunque. La crisi sarebbe anche la dimostrazione che i presupposti stessi del sistema capitalista sono erronei, perché la crescita non può durare all'infinito, e le risorse sono limitate.

Forse, ma che cazzo c'entra? questa crisi non ha nulla a che vedere con l'esaurimento delle risorse naturali e con lo sfruttamento del pianeta, ha a che vedere con la strozzatura del credito alle banche causata da investimenti troppo allegri. Tanto vale allora dire che la crisi economica dà ragione agli interisti e torto ai milanisti.

La finisco qui, sennò anche questo post, scritto in maniera abbastanza estemporanea, mi viene troppo lungo. La morale qual è? L'economia non è proprio una scienza esatta, dove il successo si può misurare in base al numero di previsioni azzeccate o fallite. Proprio questo la rende territorio di caccia di guru improvvisati e di falsi profeti. Ma le teorie economiche andrebbero lette e capite, oltre che stilare una lista di profezie avverate. E bisognerebbe finirla di parlare a vanvera.