domenica 5 ottobre 2008

e venne chiamata due palle

Non che Papalagi rappresenti un caso unico di commistione fra realtà e invenzione nella letteratura antropologica, e non è nemmeno il più famoso. Fra gli esempi più illustri si potrebbero forse citare Bruce Chatwin o Carlos Castaneda, ma se in questi casi il confine tra l'affabulazione letteraria e la bugia vera e propria rimane incerto, vi sono anche esempi piuttosto evidenti di pura e semplice ciarlataneria.

Ad esempio, la signora di cui parlerò oggi (no, non è quella della foto) si chiama Marlo Morgan, classe 1937, è americana di Kansas City, ed è l'autrice di un best-seller da milioni di copie tradotto in 17 lingue, dal titolo E venne chiamata due cuori (in originale Mutant Message Down Under), pubblicato per la prima volta (a proprie spese) nel 1990.

Prima di questo exploit Marlo Morgan faceva la rappresentante per una società di prodotti fitoterapeutici (la Melaleuca Inc.), pubblicizzando l'olio dell'albero del tè (ti tree oil) alle fiere di Kansas City, ma qualche anno prima aveva passato quattro mesi in Australia facendo volontariato presso una farmacia. Proprio da questa esperienza nasce l'idea di scrivere il libro.

Con questo intendo l'esperienza di piazzista: nel vendere il suo olio miracoloso, infatti, la Morgan comincia a raccontare ai potenziali acquirenti come durante la sua permanenza in Australia fosse stata rapita dagli aborigeni e costretta a compiere un lungo viaggio, e come gli aborigeni avessero curato le sue ferite ai piedi proprio utilizzando quello stesso olio che ora sta vendendo. La storia piace, incuriosisce i clienti, e così ogni volta che viene raccontata si arricchisce di particolari sempre più interessanti. Marlo Morgan inizia a distribuire copie dattiloscritte della propria narrazione insieme al materiale pubblicitario della Melaleuca Inc. (pare a insaputa di quest'ultima), e infine crea una società col figlio per pubblicare e distribuire l'opera, che nelle prime edizioni contiene al proprio interno, ancora, la pubblicità dell'olio.

Copio il riassunto dell'opera da qui:

E venne chiamata Due Cuori è il "viaggio" di una studiosa americana con gli aborigeni nel deserto australiano.
Un giorno Marlo Morgan, una studiosa statunitense in Australia per lavoro, accettò l'invito di una tribù di aborigeni a ritirare un premio. Dopo aver speso un sacco di soldi in vestito e albergo per presentarsi al ritiro del premio, con una jeep venne portata nel deserto australiano dove alcune donne aborigene le chiesero di togliersi vestiti e oggetti preziosi occidentali. Dandole un panno per coprirsi, davanti ai suoi occhi increduli ed esterrefatti bruciarono tutto ciò che l'americana aveva addosso.
Impossibilitata a tornare nella "civiltà" la donna inizia il "viaggio" nell'Outback australiano con la tribù aborigena che durante quattro lunghi e faticosi mesi percorrerà oltre 2000 Km a piedi nudi. Comincia così a conoscere la vita della Vera Gente, questo è il nome del popolo aborigeno [modesti, vero? ndr]. Incontra una cultura realmente collegata alla Vita e alla Terra dove l'individuo diventa un tutt'uno con la Natura e con il Cosmo.
La Morgan si accorge così che il premio offertole dalla tribù della Vera Gente è un dono impagabile e pieno di significato per la sua vita e per il futuro della razza umana. Per la prima volta una Mutante, (così vengono chiamati i bianchi perché si sono allontanati dalle leggi della Natura [carini, vero? ndr]), viene portata nei luoghi sacri degli aborigeni australiani dove le viene detto che gli aborigeni hanno deciso di auto estinguersi perché il loro tempo su questo pianeta è finito e i loro figli non possono avere un futuro.
Il suo nome presso la tribù diventa "Due Cuori" perché il suo cuore batte per i due mondi, quello dei Mutanti e per il popolo della Vera Gente e impara non solo a sopravvivere ma a conoscere le meraviglie della natura anche in un deserto che pare senza vita. Scopre che il Tutto si preoccupa di non far mancare il cibo ai suoi figli ma che loro si devono preoccupare di cercarlo. Impara a sentire, con l'energia delle mani, quando le piante sono pronte per essere mangiate, impara a cercare l'acqua con l'istinto e l'olfatto e a curare i malati con la medicina tradizionale aborigena. Scopre che la Vera Gente non festeggia i compleanni o le ricorrenze ma solo i momenti di crescita annunciandoli alla comunità.
Cigno Reale Nero, così si chiama il compagno spirituale che era destinata ad incontrare, le dà l'iniziazione e il compito di portare tra il popolo dei Mutanti il messaggio di rispetto per il futuro del Pianeta e per gli Umani.

Il messaggio che la Vera Gente affida a noi Mutanti è quindi che l'umanità è avviata verso l'autodistruzione, se prima non impara a vivere in armonia con la Natura. Ma scusate, se voi aveste un messaggio di capitale importanza da lasciare all'umanità, lo affidereste a una piazzista di Kansas City? E vi dareste la pena di rapirla e condurla con voi in un viaggio di 2000 km a piedi nudi, solo per dirgli una tale colossale banalità? non era più utile qualche indicazione più concreta sul come risolvere i nostri problemi? ad esempio sul come affrontare la crisi dei mutui sub-prime? o almeno, volendo restare nel terreno del puro spirito, la risposta definitiva all'ipotesi del continuo di Cantor? Invece niente, la Vera Gente fa tutta questa fatica solo per dirci qualcosa che avrebbe già potuto dirci un Pecoraro Scanio qualsiasi, senza andare in Australia.

Considerazioni queste che non devono aver fatto molto presa sui lettori, perché comunque il libro piace, vende, e comincia ad attirare l'attenzione degli editori. Inizialmente se ne occupa la Stillpoint Publishing, che dopo aver promosso il libro in lungo e in largo rinuncia però alla pubblicazione una volta che comincia a ricevere telefonate di protesta dall'Australia (c'è anche un problema con la laurea in Biochimica che la Morgan ha inserito fra le proprie credenziali, a quanto pare inesistente, e persino un sospetto di plagio). Il successo planetario arriva nel 1994 quando i diritti vengono acquistati dalla Harper Collins per 1.7 milioni di dollari (la riuscita dell'operazione si deve anche a un abile agente letterario in cerca di rivincita, che in precedenza si era fatto sfuggire sotto il naso nientemeno che La profezia di Celestino). La Morgan comincia a tenere conferenze nel mondo dove continua a raccontare le sue straordinarie esperienze con gli aborigeni.

Col successo, arrivano però anche i primi problemi. Notizie del libro infatti sono arrivate anche agli orecchi degli australiani, e ai rappresentanti delle comunità degli aborigeni. E gli aborigeni si incazzano, perché si accorgono subito della truffa perpetrata usando il loro nome. La Dumbartung Aboriginal Corporation ha ancora oggi un sito dove si denuncia la disinformazione contenuta nell'opera della Morgan: http://dumbartung.org.au/

Una volta analizzato alla ricerca di riscontri fattuali, infatti, il testo si rivela pieno di errori, e soprattutto privo della più elementare conoscenza riguardo ai costumi degli aborigeni. La Morgan ne descrive gli ornamenti floreali e animali dipinti sul corpo, o i braccialetti piumati: forse ha presente un film western con i pellerosse, perché tali ornamenti non fanno parte delle usanze australiane. La Morgan li descrive come dotati di una salute eccezionale, tanto che uno dei suoi istruttori è costretto a rompersi una gamba solo per farle vedere come si guarisce: oltre che ridicolo, questo è offensivo perché in realtà a tutti gli esperti sono note le precarie condizioni sanitarie degli aborigeni, e l'alto tasso di mortalità infantile. Soprattutto, gli aborigeni vivono in un regime di rigida segregazione dei sessi, di modo che a nessuna donna è permesso di assistere alle cerimonie sacre degli uomini, e viceversa. Quindi, se avesse davvero fatto le cose che dice di aver fatto, la Morgan sarebbe passibile di pena di morte sotto la tradizionale legge aborigena. E queste sono solo alcune delle incongruenze, che sono raccolte qui (tralascio di commentare i poteri paranormali attribuiti alla Vera Gente, come la telepatia).

Il realtà è il tono stesso del libro ad essere offensivo, tipicamente paternalistico e accondiscendente, sottilmente razzista. Razzista specialmente nei confronti degli aborigeni veri, oggi prevalentemente urbanizzati e in rapporto di necessaria mediazione con i "bianchi", contrapposti alla mitica "Vera Gente" descritta nel libro. Perché fra le righe del testo si potrebbe anche leggere che gli aborigeni che noi potremmo incontrare nel corso di un normale viaggio in Australia siano in realtà "finti", dei pupazzi addomesticati, e che la vera autenticità la si può trovare solo fra chi si nasconde dalla civiltà e rifiuta qualsiasi contatto.

Le proteste a un certo punto ottengono il loro effetto, perché nel 1996 la Morgan è costretta ad ammettere di essersi inventata tutta la storia e a chiedere personalmente scusa a una delegazione di aborigeni venuta apposta a trovarla. Purtroppo i comportamenti della Morgan successivi a questa dichiarazione non sono coerenti nel percorso di avvicinamento alla verità, e anzi la Morgan continua a tenere conferenze in tutto il mondo, e a scrivere altri libri sulla stessa falsariga, dove continua a mantenere tutta l'ambiguità possibile sulla realtà degli avvenimenti narrati.

Nel 1997 due aborigeni riescono a infilarsi a un meeting di presentazione del libro a Kobe (Giappone) e a prendere la parola, dicendo cose carine come:

Noi ti condanniamo, Marlo Morgan, come una bugiarda e una ladra spirituale. La tua storia è una fantasia new age inventata, e il tuo viaggio con la Vera Gente non è altro che una bufala [...] Possa questo valere come avvertimento per tutti gli stranieri che rubano e sfruttano la nostra cultura per scopi commerciali e religiosi, e possa la nostra gente continuare a lottare contro l'appropriazione della nostra cultura e spiritualità.

Tu, Marlo Morgan, hai fatto alla nostra gente una grave ingiustizia. Devi smettere di fare quello che stai facendo e ammettere il tuo inganno di fronte alle persone in tutto il mondo la cui fiducia tu hai tradito.

Quando i due finalmente vanno via (non senza aver prima aver fatto uno spettacolino musicale con didjeridoo e boomerang), la Morgan se ne esce con questa affermazione:

Quei due uomini sono già stati negli Stati Uniti nel 1996, allo scopo di assassinarmi. Adesso sono venuti in Giappone per lo stesso motivo, ma non riusciranno nel loro intento perché essi rappresentano tutto ciò che è cattivo, e io rappresento tutto ciò che è buono, e alla fine il bene trionfa sempre.

Ecco, giuro che se fossi stato presente l'avrei presa personalmente a schiaffi. Non per gli aborigeni, di cui francamente mi importa anche poco, ma perché una simile frase offende profondamente me, e dovrebbe offendere tutte le persone di intelligenza un po' più che infima.

Peccato che il "bene", quando rappresentato da persone come Marlo Morgan, rischi davvero di vincere. Il suo libro (e annessi seguiti) continua ad essere fra i più venduti nelle librerie, e continua ad essere spacciato come cronaca di avvenimenti reali. A tutt'oggi le parole di apertura del suo sito sono queste:

Vi sono alcune specifiche cose che ho imparato dal deserto australiano, e voglio ora condividerle con chiunque sia interessato nel lasciare che la sua anima ascolti e ricordi.

L'anima, mi raccomando, perché il cervello deve invece rimanere rigorosamente spento.