sabato 5 luglio 2008

il complottismo e la caccia alle streghe

“Molte persone che incitano l’Inquisizione così veementemente contro gli stregoni, nelle loro città e villaggi, non si rendono bene conto, o non prevedono, che una volta che hanno iniziato a reclamare la tortura, ogni persona torturata deve denunciarne altre ancora. Il processo continuerà, e così alla fine, e inevitabilmente, le denunce raggiungerannno loro e le loro famiglie, poiché non vi sarà termine fino a che ognuno non venga bruciato”.

Questo ammonimento venne scritto nel 1631 da Friedrich von Spee, un gesuita, nella Cautio Criminalis, un trattato giuridico che denunciava gli abusi nei procedimenti legali contro le cosiddette “streghe”.


“Nella terminologia moderna, per estensione, con ‘caccia alle streghe’ si indica l'atto di ricercare e perseguire determinate categorie di persone o un qualsiasi soggetto percepito come nemico, in particolare quando questa ricerca viene condotta usando misure estreme e con scarsa considerazione della reale colpevolezza o innocenza”.

Questa sarebbe la definizione di Wikipedia. Così com’è essa è però incompleta. Una delle caratteristiche delle cacce alle streghe di ogni tempo, infatti, e che le distinguono dalle semplici persecuzioni verso determinate categorie ben riconoscibili (es. gli ebrei), è il meccanismo descritto sopra da von Spee.
L’oggetto della caccia alle streghe è sempre una categoria di persone che agisce nell’ombra, e si confonde tra le gente normale senza “dare nell’occhio”. Questo vale per gli stregoni del XVII secolo, come per i comunisti all’epoca del maccartismo, o come per i pedofili del nostro tempo. E siccome le streghe sono molto brave a “infiltrarsi”, anche il cittadino più insospettabile, magari quel maestro d’asilo così buono e premuroso con nostro figlio, potrebbe nascondere in cantina un kit per omicidi rituali satanici. E persino coloro che hanno lanciato l’allarme per primi non si possono ritenere al di sopra di ogni sospetto. La loro non potrebbe essere un’opera di depistaggio, per sviare da sé i sospetti? Inevitabilmente, una volta che il panico si è diffuso, il sospetto si allarga fino a coinvolgere l’intera comunità, e ognuno comincia a guardare i propri vicini, o persino amici e alleati di un tempo, con occhi diversi.
Certe dinamiche paiono attivarsi particolarmente in periodi storici caratterizzati da una certa instabilità sociale e politica. Ne è un esempio paradigmatico il “Terrore” della Rivoluzione Francese. In questi casi succede infatti che il gruppo che è riuscito ad emergere vittorioso dalla crisi si senta minacciato al minimo segno di scricchiolio o dissidio interno, e per questo si crede investito del potere di schiacciare ogni forma di eterodossia, in quanto opera di agenti della “contro-rivoluzione”. Ma coloro che hanno fatto saltare troppe teste, come Robespierre, finiscono sovente con il perdere anche la propria.
Ma non sempre è necessario attendere che il gruppo in questione abbia preso in mano le redini del potere, perché decida di suicidarsi in questo modo. Anzi, spesso i cambiamenti rivoluzionari vengono evitati proprio così: coloro che potrebbero o vorrebbero cambiare qualcosa, invece di fare fronte comune, si spaccano ed entrano in aspri conflitti fra loro, accusandosi a vicenda di essere in realtà “agenti del nemico”.

È fose questo il destino della “contro-informazione” in Italia? La “casta” dei giornalisti italiani è sotto accusa e, per molti e giustificati motivi, gode al momento di una fiducia minima da parte dei cittadini. Per questo accanto alla informazione “ufficiale”, paludata, “voce del regime”, dei media tradizionali (Tv e giornali a larga tiratura) è nato anche un movimento di “informazione-fai-da-te” che si muove principalmente su Internet, concepita come più libera e democratica, e soprattutto meno influenzabile dalla politica. È possibile, attraverso questi canali, trovare notizie che non vengono trattate altrove, se non in modo caricaturale e a scopo di derisione. Le inconsistenze della versione ufficiale sull’11 settembre, le scie chimiche e i progetti di avvelenamento del pianeta, il ladrocinio del signoraggio, le truffe chimico-sanitarie e via dicendo.
Ma la libera informazione, proprio in quanto libera e aperta a chiunque, è anche facilmente “infiltrabile” da chi la verità la vuole nascondere o offuscare, invece che divulgarla. Quindi, come possiamo sapere di chi fidarci? In un mondo perfetto, basterebbe il controllo esercitato per mezzo dell’esercizio della ragione, e un attento spirito critico. Ma siccome la perfezione non è di questo mondo, succede che la valutazione di una fonte potenzialmente preziosa venga spesso inquinata da una serie di considerazioni “umane, troppo umane”.
Uno di questi è l’atteggiamento da “prime donne” di molti paladini della contro-informazione. Giulietto Chiesa ne è un esempio perfetto: rivendica il merito di aver spezzato per primo “il muro di silenzio” intorno all’11 settembre, e per legittimare tale primato deve attaccare Blondet (che in Italia aveva contestato le versione ufficiale molto prima di lui).

“Si tratta di un caso tipico di infiltrato, che svolge il suo ruolo di provocatore appunto infilandosi in cause altrui, con il proposito nemmeno troppo recondito di inquinarle. [...] Credo che sia giunto il momento di bandire Blondet da tutte le discussioni tra persone civili che si occupano dell'11 settembre. Vada con i suoi pari. Non è un compagno di strada, non abbiamo nulla a che fare con lui. E' un avversario di tutte le nostre idee e motivazioni”.

Il quale Blondet deve replicare altrettanto duramente:


“Da leninista, [Chiesa] sa che la verità non c'è, che c'è solo la tattica: identificare ‘le forze materiali più potenti’, come insegnò il compagno Ulianov, e mettersi dalla loro parte, farsi portare da loro, parassitare il loro potere”.

Gli scontri fra queste “prime donne” sono frequenti: qui ricordo anche la recente polemica che vede confrontarsi Paolo Barnard e Milena Gabanelli.
Un altro preoccupante fattore è l’intolleranza nei confronti di chi non recepisce i tuoi allarmi, magari solo perché è interessato ad altro. Grillo non parla mai di signoraggio, anzi pare che sul suo blog censuri i messaggi che ne parlano. Significa che è un ingranaggio del sistema, un servo del potere. Grillo ha anche dichiarato, una volta, che non crede alla cospirazione delle scie chimiche: orrore! Ma allora è uno di loro! Per questi motivi, quindi, tutto quel che dice Grillo non viene più reputato come degno di fiducia, e le sue denunce rischiano di rimanere inascoltate.
Ma l’analogia con le medioevali caccie alle streghe diventa preoccupante quando vediamo il crescente senso di paranoia, e da cittadella assediata, che sta colpendo, da qualche tempo in qua, alcune frange del cospirazionismo.
Perché vi sia un caccia alle streghe, occorre prima di tutto identificare un nemico, una strega da cacciare. Chi sono i nemici dei cospirazionisti? Sono i debunker, ovvero persone che affermano di cercare la verità, come i cospirazionisti, ma in realtà sembrano solo interessati a coprire le menzogne dei governi. Quindi quando qualcuno entra in un sito cospirazionista dicendo di non essere troppo convinto delle tesi del complotto, e facendo troppe domande, la prima cosa che si fa, in genere, è un esame che stabilisca la sua dose di “buona” o “cattiva fede”. In altre parole, se non viene convinto subito della validità della tesi cospirazionista, è un individuo in malafede, un debunker in incognito venuto solo a rompere le scatole, una scoria possibilmente da eliminare, prima che faccia troppi danni e riesca a corrompere qualcuno.
Ma il nemico è furbo, e potrebbe anche non manifestarsi apertamente come tale. Potrebbe fingersi tuo alleato per poi colpirti alle spalle. Potrebbe persino ricorrere a subdole tattiche di “screditamento” delle teorie complottiste, basate sullo sparare bufale sempre più grosse, in modo che bufale e teorie serie vengano confuse insieme e ne esca svalutato l’intero movimento complottista.
A questo livello di paranoia, il cospirazionismo in Italia ci è arrivato recentemente, come dimostrano i link qui di seguito:

http://allarmescie.blogspot.com/

L’anonimo autore del blog (che dice di essere un utente di Luogocomune), ha accusato una ragazza, tale Mercy, che aveva attaccato Perle Complottiste e Crono911 su Youtube, di essere in realtà in combutta con loro. Pure Straker e Zret, gli sciachimisti, farebbero parte del gioco. Un altro commentatore in seguito dimostra che Stuarthwyman (il nostro shm) è anche lui un debunker che fa finta di essere un complottista.
L’autore del blog conclude il suo post così:

“Ma state attenti perchè anche su Luogocomune ci sono alcuni infiltrati e nemmeno io li conosco tutti per questo non dico chi sono ma sono iscritto a Luogocomune e contatterò io quelli che so di potermi fidare”.

Paura, eh? La cosa strana è che sia Mercy che Straker e Zret, gli accusati, invece di limitarsi a rigettare le accuse, accolgono in parte i suggerimenti dell’anonimo blogger, e partono a loro volta con il loro giro di denunce (ricordate la citazione di von Spee, all’inizio dell’articolo?). Anche Mercy quindi attacca Stuarthwyman, Zret e Straker, ma ci mette pure Luogocomune, e accusa il webmaster di essere in combutta con i circoli esoterici californiani (il fatto di abitare in California è considerata una pesante prova a carico).

http://perlecomplottiste.blogspot.com/2008/04/risposta.html

(il link non è più attivo, ma tutta la vicenda è ricostruita sul sito di Perle Complottiste)

Zret apre un nuovo blog (che sia riconducibile a lui è stato dimostrato dal debunker axlman):

http://complottisti.blogspot.com/


con una vera e propria lista di proscrizione (“la rete degli occultatori”), che oltre ai debunker più noti comprende nomi altisonanti quali Umberto Eco, Piero Angela, e Beppe Grillo, e giornalisti famosi come Michele Santoro, Fabio Fazio, Milena Gabanelli, Vittorio Zucconi ecc., e in questa lista c’è pure Stuarthwyman (al quale va invece reso il merito di non essere caduto nella trappola delle accuse incrociate). Infine avverte: “Il presente elenco è suscettibile di continui aggiornamenti”, quindi nessuno si senta al sicuro. Quanto a Luogocomune, il fatto che in realtà Mazzucco nascondesse nei suoi video di presentazione scie chimiche subliminali era stato smascherato da tempo.

Insomma, c’è aria di caccia alle streghe, e il pericolo è che la sfiducia finisca per investire tutti quanti, il che rischia di affossare davvero il movimento della controinformazione. Questo perché, a quanto pare, si è persa la capacità di leggere un testo semplicemente per il suo contenuto, per quello che dice, ma si va in cerca di oscuri significati reconditi e finalità nascoste. Se qualcuno dice che la Terra è rotonda, non ci si chiede se la Terra è davvero rotonda, ma ci si chiede perché venga asserito.
La regola aurea di Luogocomune è: “si criticano le idee, non le persone”. Io aggiungerei la seguente postilla: “si criticano le idee espresse in un post, non quelle che vengono arbitrariamente attribuite agli autori di un post”. Altrimenti i complottisti rischiano di svanire, ma non per colpa delle streghe. Per colpa dell’Inquisizione.

[Aggiornamento: il nome di Stuarthwyman negli ultimi giorni sembra essere stato riabilitato. Ma lo sbaglio, naturalmente, è dovuto alla perfidia delle streghe, non ai metodi approssimativi dell’Inquisizione]


originariamente pubblicato su Luogocomune.net