mercoledì 15 settembre 2010

i simboli e le persone


Un libro in fondo è solo un oggetto fatto di carta, colla e inchiostro. Ha valore (se lo ha) per quello che è scritto dentro, che però è spesso replicato in moltissime copie identiche, in modo che la perdita di una sola copia si può dire che raramente costituisca un grande danno sia economico che culturale per l'umanità.
Ciononostante vi è attaccato un grosso valore simbolico all'idea di bruciare libri o danneggiarli; è un tabù della nostra civiltà in parte derivante dallo shock culturale del nazismo e dei suoi roghi purificatori, d'altra parte eredi di una ricca tradizione storica. In effetti è persino sorprendente quanto questo tabù sia ormai consolidato, considerata la diffusione di una tale consuetudine fino a tempi recenti, praticata dalle varie Chiese e i vari regimi assolutisti.
Siamo al punto che se una biblioteca o una qualsiasi istituzione decide di mandare al macero alcune copie di volumi che detiene in eccesso, in modo da poter continuare a svolgere con efficienza la sua missione, qualcuno protesta, si indigna, organizza sit-in e magari si mette a citare a sproposito Ray Bradbury (che in un suo romanzo immaginava una società distopica dove leggere è proibito e i libri vengono sistematicamente bruciati dalle autorità).
E c'è anche il fatto che il libro è spesso reliquia, vero e proprio oggetto sacro, come la bandiera della nazione o la maglia della squadra di calcio. Cose, in realtà, che andrebbero bollate come superstizioni da qualsiasi persona razionale, qualunque siano le opinioni in merito a ciò che sta dietro il simbolo: posso essere tifoso della Fiorentina, ma francamente non me ne importa nulla se bruci la maglia viola, al massimo ti guardo con compassione.
Non si capirebbe quindi tutta l'importanza che i giornali hanno dato nei giorni scorsi al fatto che un pastore evangelico americano (omonimo di un Monty Python) aveva manifestato l'intenzione di bruciare pubblicamente il Corano, se non fosse per la nota legge secondo cui la madre dei cretini è sempre incinta. Cretino il pastore, cretini i musulmani che si sono fatti provocare e hanno minacciato sfracelli (come al solito regalando all'Occidente un'immagine dell'Islam assai arretrata), piuttosto cretini i media che hanno dato risalto alla notizia.
Il gesto simbolico del pastore voleva essere la risposta a un altro evento di significato simbolico la cui effettiva rilevanza nel mondo materiale è altrettanto nulla, ovvero l'eventuale presenza di una moschea nelle vicinanze di Ground Zero, a riprova ulteriore del fatto (che personalmente sostengo da tempo) che con buona pace di Marx le guerre e i conflitti vengono più facilmente scatenati dai simboli e dalle ideologie che da motivazioni concretamente materiali ed economiche (in fondo è facile mettersi d'accordo sul denaro, mentre è impossibile mettersi d'accordo sull'unico vero Dio).
Un gesto indubitabilmente poco rispettoso quello del pastore, il quale da come si presenta dà l'idea di non avere una grande dimestichezza con qualsiasi libro e di non conoscere nemmeno il contenuto di quel che vuole distruggere. Anche se forse c'è da notare che bruciare un testo sacro, se denota sicuramente una certa ostilità verso il libero pensiero, non sempre può essere associato all'ostilità verso una data religione, ma che il testo può venire bruciato proprio per difendere la religione.
I più grandi bruciatori di Corani sono stati proprio gli islamici, all'inizio della loro storia, i quali nello sforzo di pervenire ad un unico canone di riferimento cercarono di distruggere tutte le versioni non conformi. Ma anche i cattolici non scherzano affatto, e non solo riguardo ai Vangeli apocrifi e i testi eretici. Forse non tutti sanno che nell'Indice dei libri proibiti erano presenti anche la Bibbia e i Vangeli, almeno quelli in volgare che potevano essere letti anche dalla gente non troppo colta, e questo fino al 1965 (ovvero fino al Concilio Vaticano II). Nei secoli passati occorreva uno speciale permesso per entrarne in possesso, altrimenti i libri rischiavano di finire al rogo, e il suo proprietario con essi.
Tornando a noi, intolleranza, superstizione, oscurantismo: sono tre forme di stupidità, aventi tutte lo stesso esito, però c'è anche una forma di stupidità più pura, essenziale, che può portare a bruciare un Corano. Supponiamo, ad esempio, che un certo giornalista debba fare un servizio sulla moda americana di bruciare i Corani. Supponiamo anche che il suddetto giornalista abbia difficoltà a trovare del buon materiale video con cui confezionare il servizio. Che cosa dovrebbe fare il buon diavolo?
Non gli resta che entrare in una libreria, comprare una copia del Corano, e realizzare un filmino casalingo nel quale si vedono solo le sue mani che accendono un cerino e iniziano a dare fuoco al libro. Fatto, servizio realizzato e pubblicato su una delle principali testate online con grande soddisfazione di tutti. Benpensanti di sinistra indignati conto i fondamentalisti cristiani, islamici arrabbiati con l'Occidente tutto, malpensanti di destra indignati contro gli islamici violenti, e giornalisti che si arricchiscono su tutto questo.
Supponiamo però che io veda il filmato e me ne accorga, che sia certo al 99% che sia un tarocco. Cosa potrei fare? In fondo si tratta di una grave violazione della deontologia professionale, e non sarebbe giusto che la passasse liscia. Potrei forse denunciare il tutto a Striscia la Notizia, o ancora meglio a un acchiappa-bufale come Attivissimo. Oppure potrei scrivere un post indignato e tentare di sollevare la rabbia della blogosfera contro il malcapitato. Sarebbe anche giusto.
Però, c'è un però. Ovvero il fatto che l'ipotetico giornalista non sarebbe affatto un simbolo, ma una persona in carne e ossa, e io rischierei davvero di fargli del male denunciandolo. Qualche islamico, non si sa mai, potrebbe anche mettersi in testa di fargliela pagare, e una cosa come quella non penso che meriti addirittura una coltellata (in fondo non ha mica buttato dei cuccioli di cane in un fiume).
E siccome io rispetto più le persone dei simboli, e più le persone dei valori astratti come la verità e la correttezza, dovrei quindi starmene zitto. Al massimo l'unico compromesso al quale potrei arrivare sarebbe lo scrivere un post usando solo periodi ipotetici.