Non so perché ma mi pare di intravvedere uno sfondo politico a questo tuo post.
Eppure, da somaro specializzato nel votare i perdenti (perché, nonostante quel che dicono di solito i politici, qualcuno vince e qualcuno perde, nelle eelezioni) ti dico che chi ha perso (perché qualcuno ha perso) se lo è cercato.
E, per quel che ne posso capire io, umile somaro, quel qualcuno continuerà a perdere, se non si decide a parlare dei problemi di questo rottame di paese, invece di continuare a farci notare quanto sono finti e impomatati i capelli del cavaliere.
Ce ne eravamo accorti già, grazie. Parliamo d'altro.
Ciao Brain :) lo sfondo politico, innegabile, è quasi tutto nel titolo.
Mi interessava molto, però, il dibattito a distanza fra due intellettuali, uno di destra, e uno di sinistra, negli anni '60, come sfondo per comprendere le attuali divisioni, e forse anche l'origine di certa mentalità (in questo senso trovo la parte di Guareschi anche più interessante di quella di Pasolini).
In un altro momento forse ci avrei aggiunto un mio commento, ma adesso non mi veniva niente, solo la rabbia, appunto.
Di certo devo ancora trovare chi mi rappresenti, ma ormai ho quasi perso le speranze.
Io ho perso la speranza da almeno un decennio, in questo senso.
sfondo per comprendere le attuali divisioni
Non credo che le attuali divisioni siano figlie o anche semplicemente imparentate con le divisioni di allora. Ci sono di mezzo il crollo del muro, di cui non si è accorto solo il baffone nazionale, e un paio di decenni di presunto benessere diffuso che hanno cambiato completamente il senso del dibattito e della contrapposizione politica.
Dico presunto benessere perché sono sempre più convinto che il benessere dei primi anni della vita adulta della nostra generazione e degli anni di pensione della generazione dei nostri genitori li pagheranno con gli interessi i nostri figli.
E questo per il banalissimo e insormontabile (per il nostro paese, almeno) problema che non c'è nessuno, ma proprio nessuno, disposto a dire l'unica cosa che c'è da dire: la festa è finita. E bisogna tirarsi su le maniche tutti quanti.
La contrapposizione di oggi non è, come quella di ieri, lotta di idee, di classe, se preferisci, o di meriti. Quella di oggi è una guerra tra privilegi. Che nessuno è disposto a vedersi limitati.
Gran bel film, a mio avviso pesante la parte di Pasolini, più divertente la parte di Guareschi. Personalmente apprezzo di più la seconda parte, non come film ma come "documentario" Guareschi con il suo essere antiamericano e antisovietico ci ha lasciato una bella immagine di quegli anni
Grazie davvero. Quelle parole di Pasolini esprimono così bene i sentimenti che provo quando vedo il personaggio più in vista del nostro paese usare tutta la prepotenza di cui riesce ad essere capace per parlare di libertà e amore.
Thomas Morton (c 1576-1647) was an early American colonist from Devon, England, a lawyer, writer and social reformer, famed for founding the colony of Merrymount and his work studying Native American culture. erik(at)xzoert.org
6 commenti:
Non so perché ma mi pare di intravvedere uno sfondo politico a questo tuo post.
Eppure, da somaro specializzato nel votare i perdenti (perché, nonostante quel che dicono di solito i politici, qualcuno vince e qualcuno perde, nelle eelezioni) ti dico che chi ha perso (perché qualcuno ha perso) se lo è cercato.
E, per quel che ne posso capire io, umile somaro, quel qualcuno continuerà a perdere, se non si decide a parlare dei problemi di questo rottame di paese, invece di continuare a farci notare quanto sono finti e impomatati i capelli del cavaliere.
Ce ne eravamo accorti già, grazie. Parliamo d'altro.
Ciao Brain :)
lo sfondo politico, innegabile, è quasi tutto nel titolo.
Mi interessava molto, però, il dibattito a distanza fra due intellettuali, uno di destra, e uno di sinistra, negli anni '60, come sfondo per comprendere le attuali divisioni, e forse anche l'origine di certa mentalità (in questo senso trovo la parte di Guareschi anche più interessante di quella di Pasolini).
In un altro momento forse ci avrei aggiunto un mio commento, ma adesso non mi veniva niente, solo la rabbia, appunto.
Di certo devo ancora trovare chi mi rappresenti, ma ormai ho quasi perso le speranze.
devo ancora trovare chi mi rappresenti
Io ho perso la speranza da almeno un decennio, in questo senso.
sfondo per comprendere le attuali divisioni
Non credo che le attuali divisioni siano figlie o anche semplicemente imparentate con le divisioni di allora. Ci sono di mezzo il crollo del muro, di cui non si è accorto solo il baffone nazionale, e un paio di decenni di presunto benessere diffuso che hanno cambiato completamente il senso del dibattito e della contrapposizione politica.
Dico presunto benessere perché sono sempre più convinto che il benessere dei primi anni della vita adulta della nostra generazione e degli anni di pensione della generazione dei nostri genitori li pagheranno con gli interessi i nostri figli.
E questo per il banalissimo e insormontabile (per il nostro paese, almeno) problema che non c'è nessuno, ma proprio nessuno, disposto a dire l'unica cosa che c'è da dire: la festa è finita. E bisogna tirarsi su le maniche tutti quanti.
La contrapposizione di oggi non è, come quella di ieri, lotta di idee, di classe, se preferisci, o di meriti. Quella di oggi è una guerra tra privilegi. Che nessuno è disposto a vedersi limitati.
Gran bel film, a mio avviso pesante la parte di Pasolini, più divertente la parte di Guareschi. Personalmente apprezzo di più la seconda parte, non come film ma come "documentario" Guareschi con il suo essere antiamericano e antisovietico ci ha lasciato una bella immagine di quegli anni
Cacciari si è incazzato con i grillini...rabbiaaaaaaaaaa =)
Grazie davvero.
Quelle parole di Pasolini esprimono così bene i sentimenti che provo quando vedo il personaggio più in vista del nostro paese usare tutta la prepotenza di cui riesce ad essere capace per parlare di libertà e amore.
Michele.
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